Open Innovation, Open Conversation

Lo sviluppo e la crescita dei sistemi economici e territoriali, passa sempre di più attraverso la Open Innovation e la Open Conversation. Questi sono stati i temi trattati domenica scorsa in un incontro organizzato dalla Prof. Lazzeretti dell'Università di Firenze in occasione del Festival della Creatività.
Rispetto alla tradizionale divisione dei processi di lavoro, dei ruoli e delle competenze in compartimenti stagni, è opportuno "rendere porosi i confini" cioè stimolare le occasioni di "contaminazione" tra settori diversi,  aprendosi al confronto e al dialogo tra soggetti spesso abituati ad avere come interlocutori solo se stessi. Ovviamente non basta semplicemente mescolare i saperi per fare innovazione. Un aspetto fondamentale è il profilo epistemologico, quindi una metodologia condivisa per raggiungere livelli superiori di conoscenza. E' essenziale anche il corretto approccio psicologico, cioè il posizionamento del punto di vista del singolo per avviare un "discorso" costruttivo/innovativo con l'altro, che presuppone una buona dose di elasticità mentale e di onestà intellettuale. 
I processi di contaminazione andrebbero anche contestualizzati. In altre parole per mettere insieme  persone provenienti da settori diversi, occorre anche individuare una finalità condivisa. Uno scopo che faccia da catalizzatore di interessi eterogenei. Come scrisse Umberto Galimberti, "non c'è volontà senza interesse". La focalizzazione di un interesse condiviso diventa quindi il fattore trainante per stimolare le persone a scambiarsi conoscenze e a sperimentare il nuovo.